Dalla mia esperienza…

Se avete già spulciato tra le varie pagine di questo sito, vi sarete accorti che i consigli e i rimedi proposti per combattere l’insonnia sono numerosissimi e forse vi sarete chiesti: quali rimedi utilizzare? quali funzionano con me? 
Per rispondere a queste domande voglio qui proporvi dapprima la mia testimonianza ed esperienza da ex vittima di insonnia. All’inizio di tre anni di lotta, l’insonnia era solo occasionale e all’occasione prendevo una compressa di Sedatol (a base di Melatonina e altri integratori alimentari (insonnia rimedi naturali)) che devo dire mi aiutò parecchio in diverse notti.

Andando avanti però, dopo 6 mesi dalle prime avvisaglie, il problema mi diventò più serio tale da dover iniziare ad assumere, su consiglio del medico, 1mg di Tavor (Insonnia farmaci) utile sopratutto in caso di ansia (nel mio caso di avere un’altra nottata insonne e di sentirsi uno straccio il giorno dopo). C’è chi pregiudizialmente, come fanno certi psicologi, sconsiglia vivamente l’uso di qualsiasi farmaco per ritrovare il sonno. Ma gli insonni sanno bene che quando è da molte notti che si occumula un debito di sonno ritrovare un buon sonno con o senza aiuto è un toccasana. E infatti primi giorni belle dormite e energie ritrovate.

Per lungo tempo ho continuato a prendere il Tavor (conscio del fatto che le case farmaceutiche sconsigliano l’uso di questi farmaci oltre 4 settimane tuttavia gli insonni sanno bene che è meglio prendersi una compressina la sera che induca il sonno piuttosto che vegetare di giorno e anche i medici specialisti lo sanno nonostante gli effetti collaterali e il rischio di assuefazione e dipendenza). Sinceramente in vari momenti ho cercato di scalarlo gradualmente ma invano. A distanza di due anni, il Tavor avevo perso qausi tutta l’efficacia (cioè proprio il concetto di assuefazione). Mi ritrovavo nella situazione di partenza.

Decisi allora di rivolgermi ad un centro di medicina del sonno e dopo l’esame actigrafico mi diagnosticarono una sindrome da addormentamento posticipato e insonnia. Terapie? Terapia farmacologica col Rivotril, esporsi alla luce solare durante il giorno (fototerapia), almeno 20 minuti di attività fisica nel pomeriggio, anticipare di mezz’ora alla settimana l’orario di addormentamento fino a raggiungere orari compatibili con la vita attiva quotidianana (cronoterapia), evitare situazioni stressanti per ridurre l’ansia del giorno dopo. Iniziai a seguire questo programma ma mi chiesi: come faccio a ridurre le situazioni stressanti se ogni giorno l’impegno di studio universitario e lavoro (lavoravo part-time nell’università) richiede risposte? Allora capii che il sonno non andava bene perchè la veglia non andava bene. Mi ero “settato” su poche ore di sonno per scaricare ciò che non andava di giorno. L’SNC (sistema Nervoso Centrale) era in superattività costantemente come risposta alla vita che la nostra società aimè impone.

Ci voleva una svolta: decisi di togliere della benzina sul fuoco, togliendo per un periodo lo studio e mantenendo l’impegno di lavoro; riprendermi i miei spazi e tempi dedicandomi ai miei interessi come quello di fare webdesign. Non nascondo che all’inizio mi aiutò molto anche il nuovo farmaco (Rivotril) ma il nuovo equilibrio che avevo ricreato mi permise di toglierlo dopo 5 settimane. Oggi è da quasi un anno che non prendo più farmaci e in genere mi addormento entro i 20 minuti per farmi 8 ore di sonno: un sano dormitore. Ho ripreso a dare gli esami all’Università e sto bene con me stesso e con gli altri.

Penso che molteplici fattori mi hanno aiutato a sbarazzarmi dell’insonnia: i farmaci, la fototerapia, l’attività fisica, ma sopratutto credo i miei nuovi ritmi accordati sulle mie attitudini. Penso che un aiuto sia naturale che farmacologico in periodi di “transizione” non deve essere escluso a priori, anzi il viceversa. Io non ho seguito nessun programma di psicoterapia, ma ciò non toglie che possa essere di aiuto per chi vuole togliersi qualche pensiero che lo affligge. In compenso ho chiesto aiuto alle persone che mi vogliono e a cui io voglio bene. Perchè non c’è nulla di male.

Ritornando alle domande di inizio pagina, per quanto la mia risposta sia inevitabilmente soggettiva perchè basata sulla mia esperienza, rispondo così:

Credo non esista una via univoca ma che ognuno debba trovare il proprio equilibrio, agendo sul periodo di veglia attreverso i consigli e i rimedi analizzati, e assieme sfruttare le proprie potenzialità secondo i propri ritmi, perchè delle giornate gratificanti (remunerative, appaganti ecc.),  alla sera ti permettono di lasciarti andare tra le braccia di Morfeo molto più piacevolmente di qualsiasi altra cosa.


 

Aggiornamento 10 Febbraio 2017

A distanza di quattro anni da quando scrissi l’articolo su riportato, correva l’anno 2012,  anno in cui, dopo 3 anni grigi, avevo finalmente ritrovato la via del “buon sonno”, sono aimè ricascato in un’insonnia molto tenace per diversi mesi che mi ha bloccato nuovamente su tutti i fronti compromettendo la mia salute psico-fisica. Ora che sono riuscito nuovamente a superarla da sei mesi, seppur con l’ausilio di farmaci, ma non ne faccio un dramma, voglio riportare la mia testimonianza affinché i lettori possano trovare uno spunto d’aiuto per fronteggiare questa, come nel mio caso, vera e propria malattia del sonno.

Come tutti gli insonni sanno bene è inevitabile che all’insonnia si accompagni un calo dell’umore perché se non si è dormito a sufficienza al mattino ci si sente già stanchi e soprattutto consci di non poter riuscire la notte successiva a colmare il debito di sonno che si va via via accrescendo. L’attacco al mio problema è iniziato sempre, come deve essere, sotto la guida di un medico specialista della medicina del sonno (psichiatra), che mi prescrisse oltre a un derivato benzodiazepinico (il Minias in 25 gocce) da assumere prima di coricarmi per contrastare l’insonnia, un antidepressivo di molecola Escitalopram (Cipralex in gocce) che accettai di buon grado per migliorare l’umore, come da premessa calato e migliorare la produttività delle giornate. Ho sospeso e cambiato nel tempo e dopo pochi giorni dall’assunzione diversi antidepressivi di tipo SSRI quali il suddetto Escitalopram (Cipralex) e Paroxetina (Daparox) e di tipo triciclico quale la Clomipramina (Anafranil). Il perché? La mia personalissima reazione: anziché stare meglio stavo peggio: provavo malessere e paura. Il mio medico mi parlò allora di effetto paradosso che si può avere rispetto a questi farmaci della categoria degli antidepressivi. Ho variato nel contempo anche benzodiazepine e similari al fine di ridurre l’assuefazione da una di esse in particolare e avere sempre un miglior risultato per il sonno e per un risveglio senza torpore: Stilnox, Imovane, Halcion e altri (vedi la pagina pastiglie per dormire in cui ho stilato delle piccole recensioni per alcune di esse). La svolta decisiva la ebbi quando il medico mi prescrisse una combinazione: l’Olanzapina (mezza compressa di Zyprexa Velotab da 5mg) con 1mg di Tavor Oro da assumere entrambi prima di coricarmi. Entrambi orodispersibili così da massimizzare la velocità d’assunzione. L’Olanzapina è un neurolettico di ultima generazione che a differenza delle benzodiazepine può essere assunto per periodi molto lunghi e induce una forte sonnolenza. Questa associazione mi ha permesso di ritrovare finalmente un buon sonno e un buono stato di veglia. L’unico effetto collaterale che mi ha comportato lo Zyprexa è quello di avermi fatto ingrassare di alcuni Kg: mette proprio un gran appetito. Tuttavia è da 6 mesi che proseguo con questa terapia di mantenimento e finalmente ho la sicurezza di dormire bene e di conseguenza avere la vita attiva che desidero.

Voglio sottolineare che questa è la mia personalissima esperienza. Tale percorso non deve però in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri medici specialisti del settore che hanno in cura il paziente.

In conclusione voglio dire a chi sta combattendo contro l’insonnia: niente panico! La medicina ha fatto passi enormi in questo campo e con l’ausilio del medico e proprio si può ritrovare il sonno perduto. Con la speranza di riuscire in una fase di minor stress a scalare e quindi ad eliminare di nuovo i farmaci, vi manterrò aggiornati sui miei sviluppi futuri.

3 commenti

  • By Francesco, maggio 21, 2015 @ 10:27 pm

    Dopo diversi anni che cerco un sito, qualcosa, per capire meglio la mia insonnia, finalmente uno che la spiega in maniera davvero approfondita e con cognizione di causa.
    Io purtroppo soffro di insonnia sin da bambino, ho 47 anni, con qualche piccolo periodo di discreto sonno, fino ad arrivare a 4 anni fa, dopo 6 mesi che non riuscivo a dormire e stare nel letto, sono andato proprio in panico da ansia di non riuscire più a dormire, con conseguenze piuttosto serie a livello psichico.
    Ho cominciato una terapia con medicine chimiche, e pian pianino sono riuscito nel giro di 1 anno a riprendermi, ma continuando ad avere sempre un sonno poco soddisfacente e provando tutte le benzodiazepine e derivati benzodiazepinici con scarsi risultati fino ad eliminarli.
    Ora purtroppo è da qualche tempo che mi ritrovo di nuovo con questo fantasma della paura di non dormire che mi ricompare.
    Leggendo qui, ho trovato molte spiegazioni interessanti che potrebbero dare uno spunto per capire la mia insonnia atavica.
    Complimenti e grazie per il lavoro fatto per aiutare gli altri.
    F

  • By Alberto, aprile 29, 2017 @ 4:11 pm

    Non dormo
    Nulla dal 1984 quanti tavor ed antidepresivi

  • By Alberto, maggio 26, 2017 @ 4:57 am

    Non dormo
    Nulla dal 1984 quanti tavor neurolettici antidepressivi hinvomito sllucinazioni

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